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Mappa di comunità educante delle ragazze e dei ragazzi dell'I.C. NOVARO di Imperia

A colpo d'occhio: 
Imperia è la città dai due cuori, città con due anime, città con due centri: Oneglia e Porto Maurizio. Da sempre si avverte infatti una sorta di campanilismo che riguarda peraltro maggiormente gli abitanti più anziani. Questo è probabilmente dovuto alla diversa storia dei due rioni che, pur trovandosi così vicini, hanno appartenuto per secoli ad entità statali differenti, essendo stata Oneglia, una "enclave" sabauda in territorio genovese dal 1560 circa al 1815, fatto salvo il breve periodo dell'annessione della Repubblica Ligure al Primo Impero francese. Il processo di unificazione delle due città iniziò dopo l'unità d'Italia attraverso reciproci atti dei due comuni, realizzata definitivamente nel 1923. Le differenze superstiti nel terzo millennio, riguardano molti piccoli aspetti quotidiani, dal dialetto con lievi ma sensibilmente diversi accenti e termini alle specialità gastronomiche, alla natura più residenziale e signorile di Porto rispetto a quella più industriale e popolare di Oneglia, fino ai tanti aneddoti irridenti l'uno e l'altro rione. Dalla mappa realizzata dai ragazzi e ragazzi dell'I.C Novaro per il progetto Lost in education, emergono pochi luoghi ufficiali, deputati all'aggregazione dei giovani ma molti luoghi informali in cui stare insieme come le spiagge o i portici. Spesso chi abita a Oneglia non conosce i locali o le iniziative culturali di Porto Maurizio.
Il processo: 
La mappa è uno strumento che serve per raccontare il progetto Lost in Education e il lavoro svolto dalle ragazze e ragazzi esternamente. L’azione di mappatura inizia con un approfondimento dell’analisi del territorio e delle sue potenzialità. In particolare scuole, biblioteche, associazioni culturali e di aggregazione, Dal lavoro sin qui svolto è emerso il patrimonio e il capitale educativo della comunità coinvolta, partendo dal percorso sull’algoritmo della felicità, siamo riusciti a canalizzare il risultato al fine di individuare i luoghi di comunità dei ragazzi e anche a porre diverse domande agli stessi facendo un vero e proprio percorso riflessivo su quale sia il senso della parola “educante”. Siamo poi riusciti ad inserire un ingente numero di punti sul sito del progetto. un “catalogo” degli attori della comunità percepiti come educativi dai ragazzi e dagli attori del territorio: le risorse quali opportunità a disposizione della scuola e della comunità, per una educazione di qualità formale, non formale e informale. La finalità della mappa, dunque, è portare alla conoscenza, alla consapevolezza del proprio territorio da vivere e costruire presidi educativi territoriali per valorizzare il capitale educativo emerso attraverso il processo di mappatura.
Le relazioni: 
La comunità che fornisce senso di appartenenza e si muove in direzione dello sviluppo delle potenzialità ha risposto immediatamente alle sollecitazioni dei ragazzi. Gli insegnanti , le istituzioni, i liberi cittadini, il mondo del terzo settore hanno fornito idee, soluzioni attivandosi nel momento difficile del post covid-19, costruendo attorno ai ragazzi un supporto reale non solo un concetto. Le relazione che si sono instaurate tra i ragazzi e il territorio, hanno portato alla concretizzazione di un patto, di un legame forte. Questo ha sviluppato un senso di appartenenza in un momento storico che necessita della presenza della comunità, al fne di contrastare la sensazione di solitudine e abbandono che può colpire tutti ed in particolar modo i soggetti con rischio di abbandono scolastico.