Mappa di comunità educante di Spilimbergo

A colpo d'occhio: 
Spilimbergo è un comune di circa 12 mila abitanti in provincia di Pordenone. E' una cittadina di impianto medievale, ricca di monumenti gotico-rinascimentali e famosa soprattutto per la Scuola Mosaicisti del Friuli. Il 12,5% della popolazione residente è straniero. I laboratori per la creazione della mappa sono stati realizzati presso l'Istituto di Istruzione Superiore "Il Tagliamento", appartenente al circuito delle "Scuole amiche dell'Unicef": dal 1996 promuove, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e del Comitato Provinciale per l’UNICEF di Pordenone il concorso grafico internazionale "Fax for peace, fax for tolerance". Si tratta di un Istituto Tecnico con tre indirizzi di studio: - Agraria, Agroalimentare e Agroindustria - Meccanica, Meccatronica ed Energia - Turistico Una delle caratteristiche dell'Istituto è quella di accogliere studenti da gran parte del territorio regionale, in particolare dalla province di Pordenone e Udine: gli studenti coinvolti nel progetto, 57 tra ragazzi e ragazze in tre classi (una per ogni indirizzo di studio), provengono infatti da 27 diversi comuni molto diversi tra loro (si passa dagli oltre 50.000 abitanti di Pordenone ai 360 di Tramonti di Sotto).
Il processo: 
Le classi sono state selezionate dai coordinatori delle classi prime, in accordo con la professoressa referente per il progetto. I laboratori nelle classi sono stati avviati nella seconda parte dell’anno scolastico 2018/2019: l’obiettivo di questi incontri è stato principalmente quello di presentare il progetto “Lost in education” e di cominciare una riflessione sulle tematiche ad esso collegate (comunità/territorio/partecipazione/diritti). A partire dall’anno scolastico 2019/2020 l’azione MAPS è entrata nel vivo, con la progettazione di interventi nelle classi a cadenza quindicinale. Le attività dei laboratori sono state co-progettate e poi proposte alle tre classi dalla formatrice Francesca Floreani e dalla community manager Marianna Colonello, che si è anche occupata del coordinamento continuo con le insegnanti referenti. Sono state previste attività di gruppo (icebreakers, brainstorming, roleplaying), attività in piccoli gruppi e attività individuali. A prescindere dal tipo di attività, è sempre stato previsto uno spazio di condivisione sul lavoro svolto, così come al termine di ogni incontro un momento di riflessione e valutazione. I laboratori MAPS, hanno facilitato le relazioni tra studenti, sia all’interno delle singole classi, sia tra le tre classi coinvolte (in particolare nell’incontro interclasse organizzato a novembre), tra studenti e docenti, tra studenti ed equipe LIE, tra studenti e attori di comunità, e e tra scuola e territorio.
Le relazioni: 
I Laboratori di comunità sono stati il momento principale per la condivisione di quanto emerso dai laboratori MAPS svolti in classe: in ogni incontro è stata presentata una sintesi delle attività promosse a scuola, è stata data la possibilità ai ragazzi di raccontare la loro esperienza all’interno del progetto LIE e di confrontarsi direttamente con gli adulti della comunità; inoltre gli adulti sono stati coinvolti nell’attività di mappatura, segnalando gli enti e le associazioni che rappresentano all’interno dei LAB. I Laboratori di comunità sono stati promossi sul territorio con una modalità itinerante, con l’obiettivo di connettere tra loro le istituzioni e le associazioni: nel corso del progetto infatti il gruppo LAB si è riunito presso l’IIS “Il Tagliamento” (incontro di presentazione del progetto), la Biblioteca Civica, il Municipio e l’Oratorio parrocchiale. Gli studenti delle classi coinvolte hanno preso parte ad alcuni dei Laboratori di Comunità, presentando agli adulti quanto emerso durante l’attività di mappatura. I LAB, promossi in orario serale per venire incontro alle esigenze dei lavoratori coinvolti, non hanno facilitato la presenza dei ragazzi (che in molti casi vivono lontano da Spilimbergo), ma soprattutto a partire dall’autunno c’è sempre stata una rappresentanza degli studenti, stimolata anche dalla natura particolarmente “informale” degli incontri, che prevedono sempre un momento conviviale, e che si sono spesso trasformati in “cene di comunità”.